venerdì 10 giugno 2011

Status attuale.

Bene. Questo post riguarda la mia persona, cioè cosa mi piace e non (in breve, molto in breve), e altre cose che di sicuro scriverò anche se non c'entreranno niente.
Dunque iniziamo con un... Sono acida.
Sono acida con quasi tutto il mondo. Sono pure sarcastica, amo il sarcasmo e il humour nero.
Però ammetto che ci sono delle persone che, anche se non conosco, mi stanno simpatiche a pelle. Altre invece preferirei non vederle, hanno una faccia da schiaffi.
Un'amica di recente ha affermato "La Tamara è una stronza, ma non lo è con i suoi amici.". Eravamo ubriache, ma credo avesse ragione. Con i miei amici sono la persona più docile e dolce del mondo. Con loro esce il meglio di me. Infatti, un'altra amica (mesi fa) mi ha detto "Tu hai una Tamara per gli amici e una per gli sconosciuti."
Con questo non voleva dire che sono una doppiafaccia, ma semplicemente che, come altre persone, non dò tanta confidenza. Anzi, non la dò proprio. Sono abbastanza scontrosa con i "nuovi arrivati".
Non mi piacciono tanto le persone, non mi piaccio nemmeno io, figuratevi.
Un elemento che amo di più di tutto, è l'amicizia.
Mi sento fortunata ad avere degli amici fantastici accanto a me e non (esempio: romani, siciliani etc.).
E non è la solita bimbominchiata che si legge in giro, io ho questi amici accanto da almeno 4 o 5 anni (eccezione per una, che ora se ne contano 7 di anni).
Diciamo che loro sono quel calore, quel fabbisogno giornaliero che ti riempie l'anima.
Ma, andando avanti, potrei fare una lista lunga chilometri su cosa amo e cosa odio. Tipo che amo il gelato alla nutella o che odio la pastasciutta. E non credo la gente abbia il bisogno assoluto di sapere cosa mi piace mangiare ahahah.
Dunque ho solo elencato le cose principali, per dire, che potrebbero rappresentarmi.
Io non so descrivermi. Seriamente. So solo che sono una testarda, che vuole tutto e subito.
E ora vado a dormire un po', si è fatto tardi (sto scrivendo il post in bozze, perché domani lo controllo, magari ho fatto qualche errore).
Inoltre vi informo che d'ora in poi ci saranno più post, visto che la scuola è finita :)

giovedì 17 marzo 2011

Infadolescenza scolastica.

Primo giorno di scuola alle elementari in Italia. Traumatizzante è dire poco, veramente poco.
Conoscevo poco la lingua italiana, mi facevo capire più a gesti che a parole.
Era il 7 gennaio, e mia madre mi ha presentato il preside, il quale poi mi ha accompagnato alla classe dove mi ha assegnato, la 4^A. Appena sono entrata in quella classe, avevo tutti gli occhi puntati addosso, ero tremendamente in imbarazzo, e la maestra mi ha fatto sedere su una sedia accanto alla cattedra, così io potevo vedere tutti i compagni. La maestra mi ha fatto parlare, ho dovuto dire da dove sono, quanti anni avevo, eccetera. Insomma, solite storie, come nei film, ma non conoscere bene la lingua mi impediva di socializzare.
Poi, la maestra mi ha fatto sedere accanto a Ben, che mi faceva domande ma non capivo niente. A ricreazione io non pensavo si dovesse portare la merenda da casa, in Serbia non funzionava così, c'era la mensa. I miei compagni mi hanno offerto le loro merende, erano fin troppo gentili. Al secondo giorno di scuola, Hannah mi abbracciava di già. Ero molto sorpresa da tutta quella accoglienza, non me l'aspettavo.
Io continuavo a studiare l'italiano, guardavo la tv, anche se sapevo qualche parola perché in Serbia avevo il satellite con Rai2. E dopo due o tre mesi sapevo leggere e parlare bene l'italiano, in più avevo una cotta per Ben. Era molto carino, e lo è tutt'ora.
In quinta elementare mi hanno parlato degli esami, ed ero totalmente impreparata a ciò, perché in Serbia si va fino alla "ottava elementare" (è come andare fino in terza media). Fortunatamente ho passato gli esami e ho deciso di andare in una scuola media dove non c'era mio fratello, non volevamo vederci ogni giorno anche a scuola.
Alle medie ho conosciuto la mia migliore amica Nel, ma non avevamo legato sin dall'inizio, eravamo troppo diverse. Poi, verso la fine della seconda media, lei mi ha invitata a casa sua e dopo quella giornata non ci siamo mai separate. Wow, siamo amichie da quasi sette anni. Ma tornando al discorso delle medie, in prima media parlavo con pochi della mia classe, in seconda andavo bene in tutte le materie e la classe mi considerava "la cocca" di tutti i prof, solo perché studiavo e facevo attività post-scolastiche e sport. Tante volte venivo anche insultata, perché non italiana, ma non ci davo molto peso perché non ero così complessata mentalmente. In terza media, invece, volevo fare di tutto per piacere alla classe. Ero ossessionata nell'apparire bene davanti agli altri, che mi ero totalmente dimenticata dei miei veri valori. Infatti, lasciavo sempre più da parte lo studio, perché volevo uscire a prendere un gelato con Fanny, la peggior amicizia che abbia mai avuto e che non auguro a nessuno.
Fanny cercava di manipolarmi, si faceva sempre offrire il gelato dicendo poi che avrebbe reso i soldi prestati, ma sapevo che non me li avrebbe mai ridati. Dopo un paio di mesi ero stanca del suo comportamento, che ho smesso di uscire con lei e mi ero concentrata di più su Nel. Fanny ne era gelosa e andava a dire a Nel cose assurde su di me che si è inventata, ma Nel è andata oltre le cose che le ha detto ed è rimasta amica mia.
Alla fine della terza media, ci sono stati gli esami. Non avevo studiato niente, e mi ero messa a studiare la mattina del mio esame orale. Nel è entrata prima di me nell'aula ed io sono entrata con lei per darle supporto. Poi toccava a me, tremavo come una foglia, ma i professori non mi hanno chiesto molte cose e il mio esame è durato soli 15 minuti. L'estate mi attendeva ed ero contenta di essermi lasciata alle spalle un paio di persone, che non tengo a vedere nemmeno ora.


[I nomi usati non sono veri, ovviamente. Non volevo usare quelli veri, per motivi di privacy.]

domenica 13 marzo 2011

La nascita.

Ho deciso di dedicare questo blog alla mia vita: tutti i come, dove, quando e perché.
Non ambisco ad avere una moltitudine di lettori, so solo che questi post saranno letti dalle persone interessate, ovviamente.
Non so se ho una scrittura fluente e facilmente capibile, ma farò del mio meglio.
In ogni caso...

Sono nata in Serbia la mattina del primo febbraio 1992. Mia madre dice che stava lavorando nello studio fotografico di suo padre, e aveva un cliente balbuziente che le impediva di uscire dallo studio per andare a partorirmi. E' buffo, per me.
Dopo la mia nascita, mio padre ha deciso di darmi il mio nome, che amo alla follia. A seguire, c'era l'allattamento e altre cose, finché mia madre non ha deciso di partire per l'Italia con solo centomila lire in tasca. Il motivo per cui ha deciso di farlo è perché mio fratello ed io avessimo una vita migliore, nel nostro futuro. E' partita da zero, cercando lavori qua e là, finché non ha trovato un posto dove poteva stabilirsi per un po' di tempo. Mio padre l'ha raggiunta un anno dopo, a seguire poi hanno deciso di portare mio fratello e me. In quel periodo avevo tre anni, credo. Abitavamo in una villa di un loro amico, e i miei si sono fatti le spese di bollette. Dopo un anno, mio fratello doveva iniziare la scuola e così siamo tornati in Serbia.
Lì io non avevo un gran ché da fare, per due anni guardavo la TV con i miei nonni, andavo fuori a giocare con i miei vicini di casa, e seguivo tutto quello che faceva mio fratello. Infatti, a quattro anni e mezzo sapevo già leggere il cirilico e scrivere il mio nome. Bambina prodigio? No, una bambina che non aveva molto da fare e che vedeva suo fratello come un'icona da seguire.
Vedevo i miei genitori una o due volte all'anno, perché loro stavano in Italia per cercare di stabilirsi in un posto. Ricordo i pianti strazianti che uccidevano il cuore dei miei genitori, ogni volta che dovevano ripartire per l'Italia.
A sei anni ho iniziato ad andare a scuola, perché lo volevo io. In Serbia, di solito, si parte ad andare a scuola a sette anni. Ero una primina, la più piccola di tutti. Sono capitata in una classe di gente meravigliosa, con cui anche ora ho legami. A sette anni mi ero stufata della vita che avevo, mi ero stufata del non avere un genitore al mio fianco, e i miei nonni paterni non potevano completare ciò che mi mancava. Ho detto, quindi, ai miei genitori che volevo vivere con loro in Italia, ma mio fratello era ancora indeciso. Dopo un anno, si era deciso anche lui e dunque a gennaio del 2002 ero felicemente in Italia per "ricominciare" la mia vita.