domenica 13 marzo 2011

La nascita.

Ho deciso di dedicare questo blog alla mia vita: tutti i come, dove, quando e perché.
Non ambisco ad avere una moltitudine di lettori, so solo che questi post saranno letti dalle persone interessate, ovviamente.
Non so se ho una scrittura fluente e facilmente capibile, ma farò del mio meglio.
In ogni caso...

Sono nata in Serbia la mattina del primo febbraio 1992. Mia madre dice che stava lavorando nello studio fotografico di suo padre, e aveva un cliente balbuziente che le impediva di uscire dallo studio per andare a partorirmi. E' buffo, per me.
Dopo la mia nascita, mio padre ha deciso di darmi il mio nome, che amo alla follia. A seguire, c'era l'allattamento e altre cose, finché mia madre non ha deciso di partire per l'Italia con solo centomila lire in tasca. Il motivo per cui ha deciso di farlo è perché mio fratello ed io avessimo una vita migliore, nel nostro futuro. E' partita da zero, cercando lavori qua e là, finché non ha trovato un posto dove poteva stabilirsi per un po' di tempo. Mio padre l'ha raggiunta un anno dopo, a seguire poi hanno deciso di portare mio fratello e me. In quel periodo avevo tre anni, credo. Abitavamo in una villa di un loro amico, e i miei si sono fatti le spese di bollette. Dopo un anno, mio fratello doveva iniziare la scuola e così siamo tornati in Serbia.
Lì io non avevo un gran ché da fare, per due anni guardavo la TV con i miei nonni, andavo fuori a giocare con i miei vicini di casa, e seguivo tutto quello che faceva mio fratello. Infatti, a quattro anni e mezzo sapevo già leggere il cirilico e scrivere il mio nome. Bambina prodigio? No, una bambina che non aveva molto da fare e che vedeva suo fratello come un'icona da seguire.
Vedevo i miei genitori una o due volte all'anno, perché loro stavano in Italia per cercare di stabilirsi in un posto. Ricordo i pianti strazianti che uccidevano il cuore dei miei genitori, ogni volta che dovevano ripartire per l'Italia.
A sei anni ho iniziato ad andare a scuola, perché lo volevo io. In Serbia, di solito, si parte ad andare a scuola a sette anni. Ero una primina, la più piccola di tutti. Sono capitata in una classe di gente meravigliosa, con cui anche ora ho legami. A sette anni mi ero stufata della vita che avevo, mi ero stufata del non avere un genitore al mio fianco, e i miei nonni paterni non potevano completare ciò che mi mancava. Ho detto, quindi, ai miei genitori che volevo vivere con loro in Italia, ma mio fratello era ancora indeciso. Dopo un anno, si era deciso anche lui e dunque a gennaio del 2002 ero felicemente in Italia per "ricominciare" la mia vita.

5 commenti:

  1. un commento te lo lascio ok? ;)
    credo che questo blog lo dovrebbero leggere tutte quegli italiani che considerano gli immigrati spazzatura, delinquenza, che li vedono come i "diversi"....tanto per ricordare loro che 50 anni fa gli immigrati eravamo noi e nessuno ci ha mai considerati cosi negativamente..
    bacio,
    Pai

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  2. Ciao Tamara, è un bell'inizio.
    :)

    Giulia L.

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  3. Mi ritrovo molto nella tua storia. Non poteva essere spiegata meglio di così.

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  4. bellissima storia :)

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